IL MINIMALE E LA CENSURA

By February 26, 2018Blog

IL MINIMALE E LA CENSURA ALLA LIBERA ESPRESSIONE PROGETTUALE

Se il gusto è soggettivo, il bello è oggettivo e rappresenta la direzione emotiva verso cui tende da sempre, anche inconsciamente, ogni semplice attività quotidiana.
I parametri ed i prototipi della bellezza mutano lentamente nei secoli, rispondendo alle specifiche e peculiari esigenze dell’epoca.
Il ‘900, in antitesi con la ridondanza dei due secoli precedenti, pure con percorsi diversi e qualche inutile tentativo di forzata deviazione, conduce inesorabilmente il mondo intero verso il semplice, il pulito, il minimale.
Solo riconoscendo e condividendo la tesi saremo a pieno titolo figli del nostro tempo; l’adozione del “minimal” rappresenta oggi l’unico mezzo che ci permette di intervenire naturalmente e senza forzature nell’ambiente in cui viviamo.
Realizzare e progettare secondo canoni del passato è sterile esercizio di imitazione e tipica attività del mediocre; è una forzatura che non risponde alle attuali esigenze. Allo stesso modo “solo conservare” permette di tramandare ciò che hanno fatto altri, ma nulla del nostro, quasi vivessimo in un’epoca senza luce e senza idee. Luce ed idee ci sono e non devono essere soffocate, anche a costo di qualche “bruttura” che il tempo giudicherà e bandirà.
La Tour Eiffel 1889, il Beaubourg 1977e la Piramide del Louvre 1989: tutti coraggiosi, geniali e trasgressivi progetti che hanno incontrato critiche e diffidenze, per poi rappresentare l’innovazione ed il simbolo positivo della città.
In particolare le linee minimali del vetro e del metallo della “Piramide” coesistono e dialogano con piacere ed interesse con quelle più morbide dei palazzi circostanti, senza mai fondersi, mantenendo autonomia, dignità e coerenza proprie. Passato e futuro, vecchio e nuovo, antico e moderno: connessione perfettamente riuscita nella piazza del Louvre, senza alcuna prevaricazione. L’insieme rappresenta un evidente esempio di come architetture diverse (perché hanno riposto ad esigenze e gusti diversi), possano perfettamente integrarsi, mantenendo definite ed inalterate le proprie peculiarità.
Per il dono della “Piramide” grazie alla geniale idea di Ieoh Ming Pei, ma soprattutto grazie all’illuminata e coraggiosa scelta di Mitterrand e della première dame Danielle.
Il duplice sforzo a cui siamo chiamati è tramandare quanto ricevuto, ma necessariamente integrarlo con ciò che peculiarmente è tipico del nostro tempo. L’idea progettuale deve poter esprimersi liberamente, non condizionata quindi da imposizioni istituzionali burocratizzate, ormai confinate al puro ed improduttivo esercizio del potere; le risorse così mal impiegate dovrebbero essere destinate alla sensibilizzazione del “bello” nel periodo di maggiore fertilità mentale, quello liceale ed universitario. La miglior preparazione accademica non solo valorizzerà le eccellenze, ma garantirà una qualità superiore di propositiva professionalità a tutti gli addetti con indiscusso vantaggio comune, da contrapporre alla censura repressiva di pochi sterili frustrati.
Nel bene e nel male l’iniziativa personale ha diritto di esprimersi ed il dovere di testimoniare la sensibilità progettuale del periodo. Il risultato sarà soggetto a valutazione ed a critica; le future generazioni decreteranno la qualità produttiva del nostro tempo.
Si rammenta con piacere che tutto quanto realizzato nel Rinascimento è frutto di libera iniziativa e di libera espressione, senza imposizioni burocratiche e su illuminata committenza privata; le Amministrazioni preposte alla tutela, fortunatamente, non sono potute intervenire.

Brescia 16 febbraio 2018.